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CIWF Italia: una pagina Facebook piena di polemiche

CIWF Italia: una pagina Facebook piena di polemiche
Lunedì, 03 Marzo 2014

Oggi vi facciamo visitare una pagina Facebook molto dibattuta (poi capiremo perché) : quella di CIWF Italia (Compassion in World Farming). 

Il CIWF, in pratica, si prodiga affinché si instauri in tutto il mondo un metodo d'allevamento rispettoso dei diritti animali e lotta contro i meccanismi di quello intensivo. Alcuni dei successi ottenuti in passato dall'organizzazione, come viene riportato sul sito, sono: la fine delle sovvenzioni all’esportazione di animali vivi verso il Medio Oriente nel 2005; migliori condizioni di vita per i vitelli a carne bianca a partire dal 2007;
la fine delle gabbie di batteria convenzionali per le galline ovaiole a partire dal 2012; l’uso ristretto delle gabbie di gestazione per le scrofe a partire dal 2013.

Fin qui, la questione è chiara. L'organizzazione non promuove l'eliminazione della carne o dei prodotti di origine animale dall'alimentazione, non sensibilizza sul veganesimo o sul vegetarianesimo, non chiede la chiusura degli allevamenti bensì leggi più rigide, che possano migliorare le condizioni di vita degli animali destinati ad essere uccisi e mangiati.

Iscritta a maggio del 2013 sul popolare social network, forte di più di 33mila mi piace, l'azienda si descrive così sulla sua pagina:

è la principale organizzazione internazionale che lavora esclusivamente a favore del benessere degli animali da allevamento (ad esempio polli, galline, suini, mucche, agnelli, conigli e molti altri).”

La sua missione?
un sistema alimentare rispettoso di animali e ambiente ed etichettato onestamente.”

Questa descrizione un po' sibillina, insieme all'aspetto del diario, che riporta immagini di vitellini tenerissimi, caprette che saltellano nei prati in fiore, maialini che dormono nella paglia e anche splendidi scatti di animali selvatici, ha generato un po' di confusione. La pagina invita i fan a firmare petizioni (come quella contro il taglio della coda ai maiali d'allevamento), si parla di sostenibilità, inquinamento, sana nutrizione, biodiversità. Ad una prima occhiata superficiale potrebbe sembrare un'altra pagina pro vegan o pro veg, perché il focus principale è sulla dignità animale. Ma mentre per i vegani l'unico modo per garantire la dignità agli animali è non mangiare più né loro né i prodotti che da loro derivano, il CIWF si batte per rendere la vita degli animali da macello più serena.

Da qui il misunderstanding, o comunque l'attacco di molti utenti alla pagina, accusata di ipocrisia e di essere una sorta di “cavallo di Troia” che spinge le persone a cliccare mipiace pensando di sostenere un'iniziativa pro vegan, mentre si tratta di un'organizzazione che in qualche modo tollera l'uccisione degli animali, seppur chiedendo condizioni migliori.

Facciamo prima a dare un'occhiata alla sezione dei messaggi di altri utenti sul diario



C'è chi dice che addirittura si tratta di una pagina “a favore” degli allevamenti. In ogni caso, la parola più frequente è: “vergogna”. 

L'organizzazione risponde a intervalli più o meno regolari a queste accuse invitando gli utenti a leggere la sezione FAQ del sito.


Da un lato si nota una certa intrasigenza dei commentatori, che accusano il CIWF di ipocrisia, di sfruttare un tema molto dibattuto sui social network (dove sono numerosissime le pagine che denunciano gli orrori dell'allevamento intensivo) per portare “acqua al loro mulino”, per attirare le attenzioni dei vegani/vegetariani, quando in realtà il CIWF, forse più pragmaticamente, chiede migliori condizioni di vita per gli animali da allevamento, che vivono una vita fatta di “dolore e privazioni” Qui sotto vediamo una delle Faq:

Dall'altro il CIWF Italia porta avanti la sua legittima battaglia, che ha come target da sensibilizzare i consumatori di carne, e non chi, per vari motivi, ha scelto di non mangiarne più. Si invitano i consumatori a controllare le etichette e la provenienza delle carni, per esempio.
Le tematiche sono più o meno le stesse e ovviamente l'organizzazione non fa mai riferimento al fatto che quello splendido vitellino fotografato con due volontarie sarà comunque macellato. Parla di animali senzenti, di intelligenza e sentimenti, ma in un'ottica di miglior trattamento durante la vita prima del macello. Qualcuno la considera una grande ipocrisia, altri un ragionamento corretto e rispettoso della vita: 





Quello che possiamo vedere, qui come in tante altre situazioni, è che su Facebook le polemiche sono facili da innescare, gli animi si scaldano, sembra spesso mancare un po' di tolleranza. Si tratta di tematiche certamente delicate. 
Voi cosa ne pensate? 

 

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