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Windows 8 e l'aquila: la viralità non si compra

Windows 8 e l'aquila: la viralità non si compra
Giovedì, 20 Dicembre 2012

Avevamo parlato non molto tempo fa del finto virale che la Microsoft diede in pasto al web per lanciare il suo nuovo sistema operativo, Windows 8. Il 18 dicembre la filiale portoghese del colosso di Redmond, dal suo canale Youtube, ha pubblicato un nuovo curioso video candid camera, che sicuramente ha un impianto più verosimile rispetto alle pareti che crollavano dell'altro filmato. 

Il video si intitola A small demonstration e l'idea di fondo è molto semplice: in uno store di elettronica ai clienti curiosi di provare il nuovo Windows 8 viene mandato in aiuto un commesso sugli otto anni d'età. Il piccolo si muove con destrezza sullo schermo del tablet, dimostrando che il sistema operativo è così intuitivo da poter essere utilizzato anche da un bambino. 



Tutto può essere, ma i clienti in questo caso sembrano davvero sorpresi e divertiti: alla fine del video c'è però una scenetta presumibilmente creata ad hoc per far finire il filmato con il botto. Un cliente, fatto alquanto inverosimile, chiede quanta memoria è necessaria per installare il nuovo sistema operativo. Il bimbo non riesce a rispondere ad una domanda così tecnica e dice che chiamerà un altro collega. Si scusa, e quando tutti pensano che arriverà finalmente un adulto, arriva il colpo di scena: si presenta una deliziosa bambina. 

In ogni caso, è ben fatto.
Più o meno negli stessi giorni esce anche un vero video virale, senza scopo di lucro, che getta nello scompiglio la rete, con protagonista un altro bambino: al momento conta quasi 17 milioni di visualizzazioni. Stiamo parlando del video dell'aquila che a Montreal ghermisce un piccolo e cerca di sollevarsi in volo con la sua insolita preda, per poi lasciarlo cadere per il peso. 



Pubblicato da un utente sconosciuto (Mrnuclearcat) iscritto pochi minuti prima, il video ha fatto parlare tantissimo di sé, perché sin dall'inizio sono stati tanti quelli che hanno ipotizzato si trattasse di un fake. Le immagini ad un occhio inesperto sembrano assolutamente realistiche, ma sono stati tanti quelli che hanno capito subito che era un falso costruito ad arte, tra esperti di animazione 3d e ornitologi. 

Ieri sera l'ammissione: si tratta di un video creato da tre studenti per un corso in animazione 3D e design digitale al Centre NAD di Montreal.

Consideriamo ora il successo strepitoso che ha ottenuto quest'ultimo lavoro con il virale della Microsoft portoghese, che, anche se ben fatto, è arrivato a 60 mila visualizzazioni. Non paragonabili, giusto?

Il video che diventa virale spesso riprende situazioni incredibili, contingenti e irripetibili, come nel caso dell'aquila e del bambino. È evidente che non ha finalità commerciali, non mostra nessun prodotto, sembra essere stato caricato da una persona normale.
Questo non significa che non possa essere agganciato a certi messaggi che l'azienda vuole trasmettere. Sicuramente la scuola dei tre ragazzi l'anno prossimo vedrà aumentare considerevolmente le iscrizioni. Non era previsto, certo: ma uno spot girato ad arte, per quanto bello o divertente, non avrebbe ottenuto la stessa risonanza mondiale. 

Pubblicare un video dall'account del marchio significa togliere potenza e credibilità al video "virale". In più, quella di Microsoft è una candid camera, simpatica, sì, che comunica bene il messaggio, anche, ma non dà emozioni forti, non suscita stupore e meraviglia, paura, curiosità o risa incontrollate: la vera forza del virale, in fondo, è l'emozione




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