COMUNICAZIONE

Ruzzle e la politica

Ruzzle e la politica
Lunedì, 28 Gennaio 2013

Ruzzle è l’app del momento da almeno un mese: un avvincente ibrido tra due giochi da tavolo, il Paroliere e lo Scarabeo che, una volta installato sullo smartphone, grazie alla connessione a internet, permette di sfidare altri giocatori casuali o gli amici di Facebook in tre round da due minuti ciascuno.

Un quadrato di 16 dadi, ognuno contrassegnato da una lettera, su cui trovare con una rapida occhiata parole di senso compiuto: qui la lunghezza è mezza bellezza. Ruzzle è un’applicazione disponibile per Android e iOS in quasi tutte le lingue del mondo, concepita da un team svedese, Mag Interactive, che ha rilasciato una versione gratuita (con banner pubblicitari) e una versione premium a 2,50 euro.

Negli ultimi giorni anche il telegiornale ne parla spesso e manda in onda servizi in cui i giornalisti intervistano impiegati che in pausa pranzo confidano di non riuscire a farne a meno. Come spesso accade, ciò che attira l’interesse dell’opinione pubblica in modo massiccio viene poi utilizzato in pubblicità: Ruzzle, nel nostro Paese, si è rivelato molto efficace per la comunicazione politica, sfruttato soprattutto dai partiti di sinistra.

Questo è lo spot virale che Sinistra Ecologia e Libertà, il partito di Vendola, ha pubblicato il 24 gennaio.



Sullo schermo vengono assemblati i nomi di Berlusconi, Fini, Monti, Maroni. Al posto del Bene! O Bravo! con cui l’applicazione solitamente incita il giocatore, vediamo comparire Basta! L’head finale recita: con questi nomi, l’Italia ha già perso. Lo spot dura 45 secondi ed è indubbiamente ben fatto.

Anche il Partito democratico non si è lasciato sfuggire l’opportunità di utilizzare Ruzzle per comporre il suo messaggio elettorale.


Qui la sfida è tra Berlusconi e Bersani: quest’ultimo vince per 20 belle parole (lavoro, Europa, diritti, solidarietà, istruzione) contro le 11 brutte del Cavaliere (promesse, inganno, bugie, adpersonam). Il lunghissimo head recita: Vinci con le parole giuste. I valori non sono in gioco, difendi con il tuo voto l’Italia giusta. Questo annuncio appare più macchinoso del video di Sinistra Ecologia e Libertà.

Innanzitutto il visual: non solo una schermata del gioco, ma ben tre. Una che riprende il gioco, un’altra la schiacciante vittoria di Bersani e la terza, la principale, con i volti dei due sfidanti, che dovrebbe trasmettere il concetto principale, vinci con le parole giuste. Il messaggio è troppo spiegato: tre slogan diversi, tra loro autonomi e incongruenti, affastellati nel tentativo di guidare ogni possibile interpretazione, con un risultato caotico.

Inoltre, una piccola incongruenza di fondo: si dice “I valori non sono in gioco”, ma l’annuncio parte dal presupposto che si stia giocando una partita a Ruzzle tra Berlusconi e Bersani, e che Bersani batta l’avversario politico per le sue “belle parole”, formula che in italiano, tra l’altro, di solito viene usata in termini negativi: tante belle parole, ma i fatti?

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