COMUNICAZIONE

Scatenarsi con Harlem Shake

Scatenarsi con Harlem Shake
Venerdì, 01 Marzo 2013


Un gruppo di teen ager australiani in una cameretta. Uno è al pc, due guardano la televisione, il quarto indossa un casco ed è in mezzo alla stanza. La cosa strana è che, mentre quest’ultimo si dimena con mosse stereotipate e ridicole al suono di un una canzone molto ritmata, Harlem Shake del musicista elettronico Bauauer, gli altri continuano a svolgere le loro attività. Trascorrono 15 secondi, poi, all’improvviso, l’immagine cambia: stessa inquadratura, stesso posto, ma ora sono cinque e ballano tutti in modo esagitato, con vestiti strani che prima non indossavano oppure, al contrario, privi di indumenti. In 30 secondi è tutto finito, e lo spettatore rimane lì, in bilico tra la confusione e il divertimento, pensando di essersi perso qualche passaggio che chiarirebbe il senso del video.

Invece non c’è nulla da aggiungere a questo video virale, pubblicato il 2 febbraio, se non che ha raggiunto quasi 19 milioni di visualizzazioni e che ha avuto, in appena tre settimane, la capacità di ispirare migliaia di altre persone, nel mondo, a fare lo stesso. In una parola, Harlem Shake è diventato un meme.

Nulla si crea e nulla si distrugge, sulla rete tutto circola velocissimo, senza controlli alla dogana: in realtà anche i cinque ragazzi avevano preso ispirazione da un utente giapponese, un vlogger chiamato Filthy Frank, che aveva pubblicato un breve video in cui lui e alcuni amici, vestiti da power rangers, si dimenavano in modo sincopato sul brano Harlem Shake. Il merito di aver dato la forma tipica al meme, però, va ai ragazzi australiani.

Qual è questa forma? Esattamente come nel video matrice, i filmati solitamente iniziano con una sola persona, mascherata o dotata di casco, che balla da sola per 15 secondi, circondata da persone, da pochissime a un intero stadio, che non gli prestano attenzione. Quando parte il giro di basso, c’è un taglio improvviso nel video e la folla che prima circondava l'unico ballerino ora è impazzita e si dimena attorno a lui, vestita in modo strano, in un carnevale di colori. Ovviamente il meme, proprio come un gene, replicandosi è mutato in decine di varianti. 

Qui ne potete trovare una collezione piuttosto ampia. Il successo di questo meme è dovuto a vari fattori: da una parte la lunghezza, irrisoria, dei filmati, che mantiene alta l’attenzione. Dall’altra il piacere del non sense, del carnevale in cui tutto vale, dell’abbandono di schemi rigidi di comportamento, del sovvertimento del’ordine sociale: lasciarsi andare, in tutti i sensi, con vestiti assurdi, facce mascherate.

Abbandonare la propria individualità per una parentesi di follia collettiva in cui ognuno rimane solo uno spettro di se stesso, un individuo alienato che ripete mosse inutili, sul volto un’espressione indecifrabile. C’è anche, implicito, il tema dell’epidemia, della viralità: all’inizio l’unico contagiato balla da solo la sua folle danza, ma in breve tutti coloro che sono con lui non possono fare a meno di imitarlo.

Su Youtube si trovano centinaia di video di Harlem Shake: ovviamente anche molti brand hanno rilasciato le loro versioni ufficiali, in cui si vedono i dipendenti di grandi aziende, sul posto di lavoro, lanciarsi in simpatiche scenette: qui vediamo Red Bull. 



Avevamo già parlato di Gangnam Style e del buffo ballo, lanciato da Psy e poi imitato in tutto il mondo: la differenza principale con Harlem Shake è che mentre nel caso del rapper sudcoreano la campagna era stato lanciato dall’alto, in modo tradizionale, dallo stesso artista, qui è stato un fenomeno completamente generato dagli utenti a portare alla ribalta un brano che, altrimenti, non avrebbe certo avuto tutto questo successo. Potenza del web.




0.0/5 di voti (0 voti)

Commenti (0)

Lascia un commento

Stai commentando come ospite. Login opzionale sotto.


Anti-spam: complete the task
© 2013 OB | Officine Bonfiglioli
Via Cupa 5 . 47826 Villa Verucchio (RN) . Tel. +39 0541 670544 . Fax +39 0541 670322 . Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.