COMUNICAZIONE

Come si vestirà? La nuova campagna Ciai fa riflettere

Come si vestirà? La nuova campagna Ciai fa riflettere
Giovedì, 15 Novembre 2012
Questo sotto è un annuncio stampa della nuova campagna Ciai (Centro italiano aiuti all'infanzia). Il primo elemento che attira l'attenzione è forse la piccola bara in alto a destra. Sotto c'è un ragazzino nero, in mutande. Leggendo l'headline tutto diventa più chiaro: Come si vestirà la prossima stagione? Gli outfit sono contrassegnati da una letterina e il richiamo è al gioco delle bambole da vestire.  

nuova campagna adozione distanza ciai

La bodycopy chiarisce ulteriormente: adozione a distanza. In mezzo ai vari completi d'abbigliamento che lasciano presagire che il ragazzino rischia di diventare un bambino soldato, rimanere vittima di un terribile incidente o addirittura morire, l'outfit contrassegnato dalla lettera A rappresenta l'unico possibile scenario roseo: una divisa da scolaro. 

Questa foto che vedete è stata scattata direttamente alla pagina del quotidiano: data la scarsa qualità, se volete vedere meglio potete guardare la campagna online

Mentre nella comunicazione pubblicitaria classica vige l'abitudine di non fare leva su sentimenti negativi, niente problemi, ma soluzioni e ottimismo, nella pubblicità sociale capita spesso che i contenuti siano forti, senza censure, per smuovere le coscienze, per spingere a intervenire o a denunciare. Un esempio è questo spot contro la violenza sulle donne, che non cerca di diffondere valori positivi ma piuttosto mostra la violenza in tutta la sua crudezza, mettendo in guardia le vittime, perché questi comportamenti raramente si fermano da soli. Lo spot si conclude con un numero da chiamare per avere aiuto. Dunque, nella scelta del Ciai di rappresentare la bara o le stampelle nulla di nuovo, anche se esistono tante pubblicità per l'adozione a distanza che si focalizzano solo sulle conseguenze positive del gesto, e non su quelle negative del non aderire, come questa che vedete qui sotto.
 
comunicazione sociale positiva

Torniamo alla nostra: il Ciai responsabilizza chi legge. Questa responsabilizzazione diretta è evidente ed è racchiusa nell'headline e nel visual: come si vestirà la prossima stagione? Lo scegli tu, tu che stai leggendo, perché hai la possibilità (o il potere?) di decidere l'outfit che vuoi per lui, tra questi che vedi. Quel che è certo è che se deciderai di non dargli un sostegno a distanza lo condannerai ad un futuro orribile. Il messaggio è chiaro. 

Quello che rischia di turbare è il richiamo al gioco delle bambole. Un gioco terribilmente serio, dal momento che si finisce immancabilmente per oggettivare una persona, in questo caso un bambino nero, che porta con sé lo spettro di secoli di stradominio bianco. Forse in questo caso si fa coincidere l'idea di poter salvare la vita a qualcuno con quella del poter disporre della sua vita, che è ben diverso. 
La trovate azzeccata o eccessiva? A voi la parola!
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